Recensione di Barbara Benini
Badriya al-Bishr è una scrittrice saudita ormai nota al pubblico di lettori interessati alla letteratura araba, questo è il suo terzo romanzo tradotto in italiano da F. Pistono, il primo, Profumo di caffè e cardamomo[1], e il secondo, Le ospiti del giovedì[2], entrambi usciti per l’editore Amosphere Libri, rispettivamente nel 2015 e nel 2024.
Gli amori di via al-Aasha, pubblicato nell’aprile di quest’anno dall’editore Muta.[3], è stato selezionato tra i finalisti dell’International Prize for Arabic Fiction (IPAF) nel 2014[4].

La vicenda è ambientata negli anni Settanta, in via al-Aasha, nel popoloso quartiere di Manfouha, a Riad. Come è solito nelle opere di al-Bishr, figure centrali del romanzo sono le donne, precisamente tre, ma ve ne sono tante altre a fare loro da spalla o da comparse, tre eroine alla ricerca della libertà: Aziza, la protagonista, spera di trovarla attraverso l’amore, imitando Soad Hosny, la famosa attrice egiziana, la Cenerentola del cinema arabo, e innamorandosi di un oculista egiziano, il dottor Ahmed, perché parla il dialetto dei film in bianco e nero che lei ama guardare sognando a occhi aperti una vita diversa.
Wadha è una donna beduina, abbandonata a se stessa dal marito insieme ai quattro figli piccoli, due maschi e due femmine. Wadha fugge dalla povertà lavorando nel mercato delle donne, il suq al-Harim – il luogo in cui, dice Aziza, “ci sottraevamo al controllo materno, libere di comprare ciò che desideravamo e di vagabondare dove più ci piacesse, completamente sole…”[5] – e diventandone la commerciante più importante e rispettata, la sensale affidabile cui rivolgersi per trovare un buon partito. Anche i due figli maschi di Wadha, Mutaab e Dhari, seguendo le sue orme, metteranno in atto la scalata sociale che permetterà a entrambi di non essere più considerati dei “forestieri” e diventare membri a tutti gli effetti del piccolo mondo di via al-Aasha.
Atwa, invece, la ragazza che le circostanze hanno portato a vivere come un maschio, Attiya, decide di correre dei rischi per salvarsi la vita ed evitare di essere costretta a sposarsi in giovane età a causa del piano della moglie del patrigno. Atwa fugge letteralmente dal suo piccolo villaggio, cambiando nome, e quindi il proprio destino, e trovando l’indipendenza nel nuovo ambiente cittadino di Riad.
La loro storia inizia nel periodo romantico dei film in bianco e nero, della radio, delle canzoni di Fayruz e di Umm Kulthum, e degli incontri amorosi sui tetti, dove la gente era solita dormire sotto un cielo di stelle, dove ci si parlava tra una terrazza e l’altra, dove nascevano e morivano gli amori e dove le donne si riunivano all’aperto improvvisando spettacoli teatrali, si confidavano, combinavano matrimoni, valutavano prezzi e qualità prima di acquistare stoffe, o semplicemente bevevano caffè stando insieme. Impossibile non percepire l’eco del famosissimo splendido romanzo della marocchina Fatma Mernissi, La terrazza proibita.
Le donne di via al-Aasha cercano l’amore sfidando usi e costumi, infatti vediamo anche come l’idea di sposare qualcuno che non sia saudita, fosse considerata vergognosa e tabù per le ragazze. Quando Muzna decide di fuggire con l’uomo palestinese di cui è innamorata, sua madre interviene e salva la situazione.
Quest’epoca, però, volge rapidamente al termine per lasciare il posto a una fase di estremo fanatismo religioso: l’introduzione di televisione, radio e telefono è seguita dalla loro proibizione. Questo cambiamento permette agli uomini di dominare e relegare le donne in angoli ancora più emarginati. Tutte le figure femminili de Gli amori di via al-Aasha sono persone forti, anche quelle che risulteranno più antipatiche, determinate a seguire le tradizioni o, al contrario, a ignorarle.
Al-Bishr non è interessata solo al contesto femminile, l’autrice analizza le dinamiche che coinvolgono la società tutta, uomini e donne al contempo. L’avvento della televisione a colori coincide con un’ondata di estremismo religioso, che si oppone alle trasformazioni sociali che hanno cambiato la città e, di conseguenza, alle loro ricadute sulla società. Una delle vittime è il giovane vicino di casa di Aziza, Saad, il ragazzo di cui sua sorella Awatif si era innamorata: “quando le domandai quale fosse il segreto del cambiamento di Saad, rispose che il ragazzo aveva preso l’abitudine di frequentare un gruppo del quartiere di Skirina, da cui stava imparando la vera religione. La nostra società, a suo parere, stava attraversando un periodo di grandi tentazioni, vivendo una palese illusione, per la quale Dio, prima o poi, l’avrebbe punita.”[6] Alla ricerca della propria identità, e più che altro non trovando un proprio ruolo nella società, Saad si unisce ai radicali, vieta alla madre e alla moglie radio e televisione e, insieme all’attivista religioso Juhayman al-Otaybi, nel 1979 occupa la sacra Grande Moschea della Mecca.
Se la splendida e indimenticabile Trilogia di Mahfuz presentava la società egiziana e i suoi cambiamenti nel corso delle epocali trasformazioni succedutesi nell’Egitto del secolo scorso, al-Bishr, in contesto saudita, ci regala un assaggio di come si viveva a Riad in un’epoca in cui la modernità stava facendo il suo ingresso in una società conservatrice e delle conseguenze che ne sono derivate raccontandone gli effetti da un punto di vista prettamente femminile.

L’immagine del cast è tratta dal sito sbisiali.com
Il romanzo ha avuto così tanto successo che ne è stata realizzata una trasposizione televisiva trasmessa durante lo scorso Ramadan – come da tradizione, sono trenta episodi, uno al giorno – dal canale satellitare MBC[7].
Per la biografia dell’autrice rimando alla recensione de L’altalena fatta da Federica Pistono qui su RiveArabe al link in nota[8].
[1] https://www.atmospherelibri.it/prodotto/profumo-di-caffe-e-cardamomo-2/
[2] https://www.atmospherelibri.it/prodotto/le-ospiti-del-giovedi/
[3] https://www.lafeltrinelli.it/amori-di-via-al-aasha-libro-badriyya-al-bishr/e/9791255910930?queryId=5b3f5a512e97d270a375d1ab38ba6fa1
[4] https://arablit.org/2014/01/07/2014-international-prize-for-arabic-fiction-longlist-announced/
[5] Gli amori di via al-Aasha, Muta. pag. 28
[6] Ivi, pag. 83
[7] https://www.imdb.com/it/title/tt36130880/episodes/?ref_=tt_ov_epl
[8] https://rivearabe.com/2023/03/06/laltalena-di-badriya-al-bishr-2/


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