Recensione di Barbara Benini
Uscito per Dar El-Shorouk nel 2012, L’elefante blu[1] (al-Fil al-Azraq) di Ahmed Mourad è un thriller avvincente, ricco di mistero e suspense, leggendolo si viene trascinati dalla prima all’ultima pagina in un susseguirsi di colpi di scena.
Il romanzo racconta la storia di Yahia Rashid, uno psichiatra che, in seguito all’incidente in cui hanno perso la vita moglie e figlia, per il senso di colpa, dato che si trovava alla guida dell’auto sotto gli effetti dell’alcol, si è rinchiuso in se stesso e, per cinque anni, si è completamente esiliato dal mondo, abbandonandosi a sesso, alcol, droghe e gioco d’azzardo. Ricevuta una lettera di convocazione da parte dell’ospedale presso il quale esercitava, Yahia è costretto a riprendere servizio. Assegnato alla sezione maschile 8 Ovest, in cui si trattano i casi degli imputati di omicidio, il primo paziente che si trova a dover seguire, è il suo vecchio amico ed ex compagno di università Sherif El Kurdy, accusato di aver ucciso la moglie, gettandola dal trentesimo piano del loro appartamento. Sperando di scoprire la verità che si nasconde dietro il caso di Sherif, Yahia inizia un viaggio alla ricerca di indizi, indagando sulla scena del crimine e raccogliendo quante più informazioni possibili dalla sorella minore di Sherif, Lubna, il primo vero amore di Yahia. Mentre cerca di svelare i numerosi misteri che circondano la vita del suo amico, il dottor Yahia viene risucchiato in un mare di allucinazioni, incantesimi, numeri e demoni, che turbinano attorno a un salone di tatuaggi e a una pillola blu che porta impressa la forma di un elefante a sei zampe, da cui il titolo del romanzo. Grazie a questa pillola il Dr. Yahia varca il portale di un altro mondo per scoprire le origini demoniache dietro il crimine di Sherif e qui mi fermo con la trama, aggiungo solo che nei viaggi lisergici del protagonista il lettore viene condotto nel Cairo di epoca ottomana.
Il romanzo ha avuto così tanto successo che ne è stato tratto un adattamento cinematografico[2] nel 2014 con alcune tra le più famose star del cinema egiziano, quali Nelly Karim, Karim Abdel Aziz e Khaled El Sawy – solo per citarne alcuni – a interpretarne i protagonisti, più tardi, nel 2019 è uscito il sequel[3], anch’esso di grande successo, realizzato dal medesimo regista, Marwan Hamed e già Ahmed Mourad stesso ha annunciato che sono iniziate le riprese della terza parte, la cui uscita è prevista nel 2026, durante la Id al-Adha.
In occasione dell’uscita del romanzo, Khaled Rana su Egypt Independent ha affermato “In the novel, Mourad keeps readers excited by introducing gripping surprises every now and then; we cannot help but turn to the next page. Like in his previous writings, the author depends much on providing detailed descriptions of places, characters and relationships that help us imagine the full picture.”[4] Uno dei luoghi di cui si tratta ampiamente nel romanzo è il famoso Museo Islamico del Cairo, con i suoi reperti, tra i quali un particolare indumento aiuterà il dottor Yahia a svelare i misteri che ruotano intorno alla vicenda del suo amico.
Grazie anche alla narrazione in prima persona, viene naturale immedesimarsi in Yahia, l’antieroe ossessionato dai sensi di colpa. Alcol, droga, gioco d’azzardo e “Maya” – la compagna di letto del protagonista, ma anche la donna che lo introdurrà alle pasticche di elefante blu (“Le tre più importanti invenzioni dell’umanità: elettricità, alcol e Maya.” Dice il protagonista.) – sono i mezzi per raggiungere l’oblio, per colmare il vuoto e l’assenza d’amore che sin da prima dell’incidente, caratterizzano la sua esistenza. Yahia, innamorato della sorella di Sherif sin dai tempi dell’università, rincontrandola in occasione delle proprie indagini sul fratello, si rende conto di non averla mai dimenticata, cosa che lo porterà a riflettere sulle vere cause dell’infelicità della sua vita matrimoniale, ma che, allo stesso tempo, costituirà il suo tallone d’Achille.
In un’intervista concessa al quotidiano Al Youm Al Sabe‘e, Mourad spiega che la scelta dell’argomento dell’Elefante blu è stata casuale, da sempre si interessa di psicologia, una scienza che nella costruzione dei personaggi dei suoi romanzi gli è stata di grande aiuto: la nascita di Yahia, l’elaborazione della sua personalità complessa, afferma Mourad, ha preceduto quella dell’intera vicenda, solo in un secondo momento sono scaturiti gli altri personaggi e l’intreccio attorno al quale ruotano. Mourad aggiunge inoltre che la psichiatria e la cura delle patologie mentali, l’hanno personalmente molto toccato, in quanto un suo lontano parente si suicidò d’improvviso, dopo aver sofferto a lungo di schizofrenia[5].
L’elefante blu trascina il lettore nella mente malata dei due protagonisti, entrambi psichiatri, intrappolandolo in un labirinto di misteri. Il mondo dell’occulto e dell’oltretomba sono l’altro cardine attorno al quale ruotano le vicende dei personaggi e Mourad stesso ammette di esserne stato affascinato nel corso delle letture dei pochi saggi sull’argomento reperibili in lingua araba, anche se dal suo punto di vista si tratta comunque di mere credenze popolari e superstizioni. Nel 2014 il romanzo è stato finalista dell’International Prize of Arabic Fiction[6].
Contrariamente agli altri due best seller di Mourad, entrambi usciti per Marsilio rispettivamente nel 2012 e nel 2013 nella traduzione di B. Teresi, Vertigo, dove “vengono presentate tutte le classi sociali egiziane da quella dei ricchi e dei potenti ai ceti più poveri e disagiati”[7] e Polvere di diamante, dove la tematica della corruzione fa da padrone, L’elefante blu non ha pretese di critica sociale, i protagonisti appartengono alla borghesia cairota, in quanto il focus è di carattere psicologico. Il romanzo inoltre termina con un finale aperto, molto scioccante, dove sta al lettore indovinare come andrà a finire, il che lo rende ancora più interessante dal mio personale punto di vista. Per inciso, mi rammarica il fatto che gli editori italiani abbiano ignorato quest’opera, molto probabilmente, come più sopra evidenziato, perché non affronta tematiche sociali o di carattere politico, mutatis mutandis, al-Fil al-Azraq non ha nulla da invidiare ai romanzi di Dan Brown, né a livello di ritmo né di capacità di mantenere alta l’attenzione del lettore, ma nemmeno per ciò che concerne la ricerca storica che soggiace parte degli eventi narrati, sarebbe un romanzo da leggere tranquillamente sotto l’ombrellone e quindi destinato a un pubblico ben più ampio di quello che “normalmente” si approccia alla letteratura araba.
Ahmed Mourad (1978) ha studiato cinematografia. Ex fotografo personale di Mubarak, regista e scrittore, ha ricevuto diversi premi per i suoi cortometraggi. Vertigo e Polvere di diamante, pubblicati da Marsilio, sono stati entrambi tradotti in molte lingue, il primo è diventato anche un famoso sceneggiato trasmesso dalla TV egiziana nel Ramadan 2012[8]. Il suo ultimo romanzo, intitolato Sfinge (Abu-l-Hul)[9] uscito nel 2023 per la casa editrice Dar El-Shorouk[10] è stato tra i finalisti dello Sheikh Zayed Book Award 2025 nella categoria letteratura[11].
[1] https://www.shoroukbookstores.com/books/view.aspx?id=ff741830-c694-41b3-aec0-a87a2d524674&srsltid=AfmBOooI186G8mKMyYFsalNrhp31Gre52OPEgY2x5Tldq-QT4eI0wGSg
[2] https://www.youtube.com/watch?v=uOS5vb1Mio4
[3] https://www.youtube.com/watch?v=YyydhW-waDs
[4] http://www.egyptindependent.com/news/%E2%80%98al-feel-al-azraq-ahmed-mourad-s-latest-novel-blends-thriller-and-crime-pyschiatry
[5]http://www1.youm7.com/News.asp?NewsID=885849&fb_action_ids=382939655132917&fb_action_types=og.likes&fb_source=other_multiline&action_object_map={%22382939655132917%22%3A222550117879757}&action_type_map={%22382939655132917%22%3A%22og.likes%22}&action_ref_map
[6] https://www.arabicfiction.org/en/node/49
[7] https://www.terrasanta.net/2014/04/un-incontro-con-ahmed-mourad-2/
[8] https://www.youtube.com/watch?v=c6anloZ2rsA&list=PLxUQsWVyaCPnT7iFFTV61QGfv_VAAz0Et
[9] Ne ho parlato qui: https://rivearabe.com/2025/04/14/la-sfinge-di-ahmed-mourad/
[10] https://www.shoroukbookstores.com/books/view.aspx?id=4e712dd3-7e7e-4bdc-973c-f1b213a58571
[11]https://www.zayedaward.ae/en/media.center/news/sheikh.zayed.book.award.announces.shortlists.for.its.19th.edition.aspx


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