Recensione di Barbara Benini
Vincitrice della Medaglia Nagib Mahfuz per la Letteratura nel 2021[1], La sparizione del Signor Nessuno[2] è la prima opera tradotta in italiano dell’autore algerino Ahmed Taibaoui, ascita a gennaio di quest’anno nella Collana Biblioteca Araba di Atmosphere Libri e tradotto da J. Guardi.
In un’intervista a “The Caravan” dice Taibaoui “I was, and still am, interested in social and cultural margins, and giving a voice to the voiceless…The Disappearance of Mr. Nobody is an expression of one’s abandonment of his human identity,”[3] e in effetti il protagonista e tutti gli altri personaggi che ruotano intorno a lui, sono esseri soli e invisibili, le loro esistenze galleggiano ai margini di una società sempre più disumanizzata “Io e il vecchio eravamo solo due orfani ormai cresciuti”[4] dice il protagonista. Il “vecchio” è l’uomo anziano di cui si occupa da quando il figlio Murad è emigrato in Germania abbandonandolo a se stesso ed è per pietà, forse anche per il desiderio di avere un padre, che il Signor Nessuno se ne occupa, o meglio, si arrabatta per prendersene cura, cercando allo stesso tempo egli stesso di sopravvivere “Qualcuno là fuori sa cosa vuol dire essere affamati e chiedere l’elemosina quando le persone si rifiutano di darti da mangiare?”[5].

La sparizione del Signor Nessuno è senz’ombra di dubbio un romanzo esistenzialista tanto quanto lo sono La Nausea di Sartre e Lo straniero di Camus, per altro anch’egli cresciuto in Algeria in un quartiere popolare della capitale. È anche un noir, i personaggi di Taibaoui si muovono nella periferia di Algeri, in una zona povera e malfamata, dove l’unico luogo di incontro è la caffetteria di Mubarak, un altro uomo solo, nonostante le cinque figlie femmine, un uomo condannato dal destino a non avere un figlio maschio e quindi a provare quella sensazione di mancanza, di vuoto, che caratterizza le esistenze dei personaggi di questo romanzo. Mubarak vuole l’aiuto del Signor Nessuno per recuperare un tesoro sepolto tra le tombe “del bled da cui proveniva”[6], grazie alla ricchezza potrà prendere una nuova moglie e coronare finalmente il suo più grande desiderio “perché solo l’oro è sempre il re”[7].
Il Signor Nessuno ha reciso ogni legame con la società, se ne sta in balcone, a fumare al buio, a contemplare un mondo di cui non fa parte e non vuole più fare parte, tuttavia, alla morte del vecchio, la sua presenza viene inevitabilmente alla luce e il Signor Nessuno scompare perché “non è difficile affrontare un fatto ovvio come la morte quando sei un uomo che ha vissuto in un certo senso nell’ombra e che non ha mai voluto assomigliare a uno di quelli che ha visto vivi”[8]. Le relazioni umane sono inesistenti, basate solo su necessità contingenti, sull’opportunismo del momento, sulla necessità di sopravvivere che spinge al compromesso o alla sparizione. La scomparsa nel romanzo di Taibaoui è una forma di salvezza, sia essa attraverso la morte, o volontaria, come nel caso del Signor Nessuno. Sparire diventa quindi una forma di rivoluzione silenziosa contro la vita, una vita popolata di miseria e ipocrisia umana.
La sparizione del Signor Nessuno è costruito come un giallo e infatti, nella seconda parte del romanzo, entra in gioco l’investigatore, che potremmo definire il coprotagonista della storia, Rafiq “che aveva cominciato a perdere entusiasmo per il suo lavoro, dopo aver ricevuto minacce in relazione a un caso di corruzione immobiliare. […] Il paese era pieno di corruzione e questo non era un segreto” tuttavia “aveva la sensazione di essere stato pugnalato alle spalle e di essere ora senza protezione”[9]. Taibaoui non ci dice esattamente in che epoca si svolga la vicenda, intuiamo che si tratti dei primi anni Duemila, dopo la fine del periodo del terrorismo, è però evidente come ciò che resta sia un paese in cui senza “protezione” ai piani alti sia impossibile per chiunque poter ottenere un posto nella società. Rafiq è un uomo onesto, un idealista e quindi viene tagliato fuori, messo in aspettativa, il suo comportamento da uomo tutto d’un pezzo non giova ai superiori e nemmeno a lui.
Chi dà speranza a questi derelitti, verrebbe da chiedersi, a questi uomini impotenti, senza futuro, costretti a fare gli informatori, come Qada, che prima aveva creduto nel FIS e poi si era convertito all’opportunismo della sopravvivenza diventando gli occhi del governo sul quartiere; o a Uthman, il comunista, l’idealista sconfitto, che aveva aperto una libreria e poi per riuscire a campare si era messo a vendere alcolici di contrabbando, dato che “queste persone amano chi le guida come un cammello, non le persone che le convincono e insegnano loro come essere loro pari”[10]. Le uniche figure forti nella vicenda sono quelle femminili, la loro capacità di resilienza di fronte alle avversità della vita è ben evidenziata da Taibaoui. Le donne che popolano La sparizione del Signor Nessuno sono in grado di combattere, trovare un loro posto nella società, sono sole, senza marito, ad occuparsi dei loro figli, si trovano in difficoltà, ma non si abbattono e questo perché hanno conservato la loro umanità, come la donna delle pulizie dell’appartamento del vecchio, che prima di trasferirsi prepara un ultimo pasto per i due “orfani ormai cresciuti”; o come Munira e Hoda, la ex-moglie di Rafiq e l’attuale nuova compagna, la fisioterapista abile negli scacchi che fino all’ultimo cerca di dare un senso alla sua vita, offrendogli una speranza, tuttavia “un uomo come lui, senza ricorrere ai farmaci, deve ingoiare il tormento fino all’ultima goccia”[11].
Come ogni giallo, anche La sparizione del Signor Nessuno termina con un finale inaspettato. È una lettura breve, sono 155 pagine, ma densa, intensa, fa riflettere e la consiglio.
Ahmed Taibaoui è professore presso la Facoltà di Scienze economiche, aziendali e gestionali dell’Università di Bouira in Algeria. Ha pubblicato sei romanzi. Nel 2011 ha vinto il Premio del Presidente della Repubblica algerina per giovani talenti per il suo romanzo al-Maqam al-‘ali e nel 2014 il Premio internazionale Tayeb Salih per il suo romanzo Mawt na’im. Vive ad Algeri[12].
[1] https://arablit.org/2021/03/31/ahmed-taibaoui-wins-2021-naguib-mahfouz-medal/
[2] https://www.atmospherelibri.it/prodotto/la-sparizione-del-signor-nessuno/
[3] https://www.auccaravan.com/arab-writers-find-recognition-naguib-mahfouz-medal-shortlist/
[4] La sparizione del Signor Nessuno, p.44.
[5] Ivi, p.33
[6] Ivi, p.39
[7] Ibidem.
[8] Ivi, p.70
[9] Ivi, p.81
[10] Ivi, p.99
[11] Ivi, p.110
[12] Le notizie biografiche sull’autore sono tratte dal sito web dell’Editore Atmosphere Libri, si veda la nota n.1.


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