Un albo illustrato sulla vita di Ghassan Kanafani
Una delle ultime novità della casa editrice Dar Al Yasmine di Amman è un albo illustrato dal titolo عودة الهدهد – Il ritorno dell’Upupa scritto da Alessandra Amorello, autrice e traduttrice di letteratura araba per ragazzi, e illustrato da Amani Yousef, artista giordana.
La storia richiama alla memoria i momenti concitati del 1948 quando la Palestina viene occupata e la sua popolazione si mette in fuga cercando rifugio in varie parti del mondo. Gli sfollati costretti a lasciare città e villaggi porteranno per sempre con sé il ricordo della propria terra.

E poi un giorno, tutto cambiò per davvero…
La gente lasciò le proprie case, cercando di portare con sé tutto ciò che poteva.
Portarono via i ricordi, le chiavi di casa, ma non riuscirono a sradicare gli alberi, così ne serbarono il profumo nel cuore.
Chi ha vissuto il distacco, giorno dopo giorno ha alimentato un sentimento di amore per la Palestina, attraverso i racconti ai nipoti, tramandando di generazione in generazione il sogno del ritorno.
Nel 1948 fra quella gente c’è anche lo scrittore palestinese Ghassan Kanafani, nato ad Acri nel 1936 e morto a Beirut nel 1972 per un attentato israeliano. Ha solo dodici anni quando la sua famiglia è costretta all’esilio. Kanafani ne rievoca il ricordo nel racconto autobiografico “La terra degli aranci tristi”. I protagonisti partono dalla Palestina portando con sé simbolicamente alcune arance dai loro giardini, nella vana speranza di farvi ritorno prima che appassiscano. Ma purtroppo è un viaggio senza ritorno quello che l’autore ci racconta nella raccolta del 1962.
In questo albo illustrato il protagonista è proprio il piccolo Ghassan e la sua figura, che rimane avvolta in un’atmosfera fantastica, rappresenta tutti i bambini e tutte le bambine che ancora oggi, e proprio in questi giorni, stanno soffrendo le brutalità della colonizzazione.

La scelta di rappresentare il binomio uomo/natura attraverso il contrasto del bianco e nero per i personaggi e di una resa decisamente colorata per gli sfondi, intende trasmettere l’idea che in Palestina le generazioni si susseguono, mentre la terra è stabile e saldamente radicata come gli aranci.
“La questione palestinese riguarda tutti noi”, afferma l’illustratrice Amani Yousef, “palestinesi e non palestinesi. Ed è una questione umanitaria che riguarda il mondo intero. La scena che nel testo descrive l’esodo del 1948 è molto toccante. Mio padre racconta che era solo un bambino, quando quell’anno furono sfollati dalla loro casa e dal villaggio, e portarono con sé la chiave della loro casa per tornarci. A distanza di 75 anni, mio padre non smette di sperarci. Anche mia madre si è commossa nel leggere il testo. Quando glielo ho mostrato, mi ha detto: “Mi sento come se stessi leggendo la mia storia”. Parla della sua vita in Palestina, della sua infanzia, di quando giocava fra gli uliveti. E anche della loro partenza forzata dal villaggio durante la guerra del 1967”.
Questo libro solleva una toccante questione umanitaria, l’occupazione di una terra, lo sfollamento della sua gente e l’impegno a opporsi a tale occupazione. Bambini e bambine potranno compiere una riflessione sulla vita dei rifugiati – fra cui milioni di minoricostretti ad abbandonare la propria abitazione a causa di guerre, povertà o calamità naturali – e sul significato di “luogo di appartenenza”. La determinazione a resistere è simbolicamente racchiusa nella magica figura dell’upupa, che in alcune culture indica tenacia e pazienza. Il volatile è testimone della Nakba ma decide di rimanere, incarnando quel concetto di pacifica resilienza del popolo palestinese. L’upupa attende il ritorno, attende i bambini come Ghassan, è proprio lui che con le sue mani ha scritto le parole più belle sulla Palestina.
Riuscirà l’upupa a realizzare il sogno? Riuscirà Ghassan a tornare sulla collina degli aranci?
Oltre a gettar luce sulle drammatiche vicende del popolo palestinese, il libro intende restituire alla memoria delle nuove generazioni l’impegno intellettuale e politico di uno dei più grandi scrittori palestinesi, particolarmente impegnato per la causa del suo popolo e portavoce di un messaggio di pace e giustizia. La vita di Ghassan Kanafani, che si intreccia con le vicende palestinesi, si riflette nella produzione letteraria: l’espropriazione dalla terra, la diaspora e la condizione del rifugiato palestinese sono i temi costanti di tutta l’opera dell’autore. Egli pubblicò due opere postume per l’infanzia, e fra queste figura La piccola lanterna, dedicata all’adorata nipotina Lamis, a cui lo unirà un triste destino[1].
[1] Cfr. https://www.anbamed.it/2023/07/31/finestra-sulle-rive-arabe-i-bambini-di-ghassan-kanafani/#_ftn2


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