Recensione di Antonino d’Esposito
Nata a Kef, in Tunisia, nel 1945, sugli altopiani che videro nei millenni passati Berberi, Numidi, Punici e Romani scontrarsi, Alia Mabrouk, scrittrice francofona, si distingue ormai per il carattere storico che dà ai suoi romanzi, ambientati in quel passato tunisino che precede e segue la conquista musulmana.
È il caso proprio de Blés de Dougga (Il grano di Dougga): nell’estate del 295 d. C. il procuratore cartaginese Caecilius Metellus si reca a Dougga, ospite dell’amico Marcilius, con il delicato compito di convincere con le buone il popolo ad accettare le nuove imposizioni di Roma in materia di grano da fornire all’Impero, per sfamare i romani d’Italia ed evitare eventuali insurrezione che potrebbero essere fatale per un apparato statuale ormai sull’orlo del baratro.
In un’ambientazione che mescola storia e finzione narrativa, sotto gli occhi del lettore appare la bellezza delle regioni numide nel pieno della maturazione del grano. Metellus arriva con l’arroganza del potere infusogli dall’incarico imperiale, ma si scontra con la fierezza dei “romani d’Africa”, discendenti dei Numidi sottomessi politicamente, ma non culturalmente. Tra templi, giochi pubblici, corse di cavalli, quadrighe e l’avvento dei primi convertiti al Cristianesimo anche in quelle aree, il procuratore metterà in campo il più grande insegnamento romano per vincere un avversario ostico: il divide et impera. Facendo leva sul malcontento, sulle gelosie serpeggianti e questo nuovo credo che si stava diffondendo, Metellus vince lo scontro verbale sulla tribuna, al cospetto del popolo in pieno giubilo per i giochi organizzati dalle grandi famiglie locali. Ma avrà veramente vinto il sangue numide che pure scorre nelle sue stesse vene? Imbevuto di dottrina romana, ormai completamente dimentico delle proprie origini, Metellus guarda solo al suo essere cittadino di un impero che si sta dissolvendo sotto i colpi della Storia e volta le spalle alla propria identità. È un romano in tutto e per tutto, Roma e l’Impero sono più importanti anche della sopravvivenza del singolo.


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